Clima, il Sud-est asiatico prepara una bomba di emissioni?

Il sud-est asiatico deve correre ai ripari, potenziando gli investimenti in fonti rinnovabili, efficienza energetica e trasporti a basse emissioni.

Questo è il messaggio-chiave dell’Agenzia internazionale dell’energia (IEA, International Energy Agency) nel suo nuovo rapporto dedicato allo sviluppo del mix energetico in questa parte del mondo, Southeast Asia Energy Outlook 2019 (link in basso insieme ad altri documenti correlati).

Il problema, spiega la IEA, è che in base alle politiche attuali il sud-est asiatico (che comprende vari paesi tra cui Indonesia, Thailandia, Malesia, Vietnam, Cambogia) finirà per incrementare del 60% la sua domanda energetica al 2040, e una buona parte di tale incremento sarà coperto con un maggiore utilizzo di combustibili fossili, come riassume il grafico seguente, tratto dal rapporto.

Più in dettaglio, si legge ad esempio nel documento, la domanda petrolifera sorpasserà 9 milioni di barili giornalieri nel 2040 (oggi circa 6,5 milioni).

E nel settore elettrico nonostante la crescita delle rinnovabili carbone e gas continueranno a dominare il mix di generazione con quasi il 70% del totale, come evidenzia la prossima coppia di grafici.

Di conseguenza, evidenzia la IEA nel grafico sotto, le emissioni di CO2 degli usi energetici nel 2040 saranno cresciute di oltre il 60% in confronto a oggi.

In sostanza, si legge nel rapporto, lo sviluppo economico-energetico atteso nel sud-est asiatico resta fortemente agganciato a carbone, gas e petrolio.

Per invertire la rotta, secondo gli esperti della IEA, è necessario agire su quattro pilastri:

  • Investire massicciamente nelle nuove energie rinnovabili, sfruttando anche l’enorme potenziale delle biomasse “sostenibili” e puntando a una maggiore integrazione dei sistemi elettrici dei singoli paesi.
  • Introdurre misure di efficienza energetica soprattutto nei trasporti e nella climatizzazione degli edifici.
  • Eliminare gradualmente i sussidi ai combustibili fossili.
  • Considerare la possibilità di utilizzare tecnologie CCS (Carbon Capture and Storage) per catturare le emissioni di CO2 delle unità a carbone.

Di seguito i link per scaricare i documenti con registrazione gratuita:

Source: Qualenergia.it

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